Storia di Vietri sul Mare
Vietri
sul Mare è una
meravigliosa località turistica
che sorge ai piedi del monte Liberatore.
Documenti attestano che in epoca romana vi era la presenza
di un villaggio, distrutto poi nel 455 d.C. da una guerra
intestina. Nei secoli VI e VII, la città fu nuovamente
distrutta, però ad opera dei Longobardi.
In seguito, i
sopravvissuti, che intanto si erano stabiliti sui monti
vicini, fondarono nell’ottavo secolo un nuovo
villaggio sulle rovine della città, denominandolo
Vetere, nome che col tempo fu tramutato in Vietri.
Più tardi, gli abitanti dovettero subire anche le
insidie da parte dei Turchi.
Nel 1648 i Francesi attaccarono la città, depauperando
le Chiese delle opere d’arte e degli argenti in esse
contenute.
È famosa per la produzione di ceramica, avviata probabilmente
dagli Etruschi e poi coltivata con interesse quando il paese
fu ricostruito. Inoltre l’artigianato della ceramica è sempre
stato uno dei settori principali dell’economia vietrese.
Nel XV sec. a Vietri venivano prodotte langelle di nuda terracotta,
però non c’era paragone con città quali
Cava, Nocera, Salerno, anche perché era priva di argilla.
Ma nei secoli
XVI e XVII la struttura produttiva di Vietri subì delle trasformazioni a livello industriale. A
favorire ciò, senza dubbio, fu anche la sua fortunata
posizione all’interno del commercio tirrenico, il rapporto
diretto con opifici siti in spiaggia, le colline ricche di
legname e la formazione di una classe imprenditoriale che
aveva stretto rapporti con Sicilia, Sardegna e Liguria.
La produzione di ceramica, a Vietri, spazia tra piatti, giarre
e boccali, i cui motivi decorativi riprendono lo stile arcaico,
lontani da quella che è la realtà del luogo.
Solo con Irene Kowaliska le decorazioni iniziano a rappresentare
la vita vera del posto.
|